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Aprire un temporary store in 10 mosse: 2° puntata

Aprire un temporary store: la costruzione del budget

In questa seconda puntata del ciclo formativo sui temporary store parleremo del budget.

Come in tutte le attività d’impresa, anche per l’apertura di un temporary store si parte dal budget.

Per budget intendiamo l’investimento che si vuole fare o semplicemente la cifra di cui si dispone.

Aprire un temporary store: perché partire dal budget ?

Per lo studio di fattibilità e lo sviluppo di un’iniziativa temporary store, è necessario partire dal budget.

Budget che si collega alla tipologia di spazio da affittare.

Senza un’idea indicativa del budget non si riescono ad avere i parametri minimi per la ricerca del giusto spazio temporary store.

Aprire un temporary store: come costruire il budget ?

Per costruire il budget di un’iniziativa temporary abbiamo due metodi distinti.

Metodo n.1: qual’è la massima cifra che ho a disposizione per l’iniziativa ?

Possiamo partire dalla cifra complessiva a disposizione e da li ricostruire le singole voci di costo.

Possiamo considerare di fare un’operazione di finanziamento dell’attività (vedi servizio).

Ipotizziamo di avere a disposizione, complessivamente, una cifra di 15.000 € da investire nell’iniziativa.

STEP 1: la divisione del budget nelle macro voci.

La prima cosa da fare è identificare le macro voci di spesa e dividere l’importo, indicativamente, all’interno di queste macro voci.

Aprire un temporary store: quali le macro voci del budget ?

Le macro voci sono le seguenti:

  1. Spese per comunicare l’attività (spese promozionale, pubblicità, ufficio stampa, campagne social, ecc.);
  2. Spese per affittare lo spazio (costi d’affitto dello spazio, spese incluse/escluse, costi d’agenzia, ecc.);
  3. Spese per allestire lo spazio (costi di progettazione, allestimento e disallestimento spazio);
  4. Spese per gestire lo spazio (spese per organizzare eventi all’interno dello spazio, spese di personale di vendita, spese gestione magazzino e pagamenti ecc.)

Una premessa importante, affittare un temporary store in una buona posizione non significa risparmiare in comunicazione.

La comunicazione è sempre e comunque necessaria, specialmente se l’iniziativa ha una durata limitata.

Detto questo i pesi delle singole voci devono essere più o meno i seguenti:

Voce 1 (comunicazione): 20 %

Voce 2 (affitto): 50 % 

Voce 3 (allestimento): 20 %

Voce 4 (gestione): 10 %

La voce relativa all’affitto è la principale.

Risparmiare sullo spazio, sulla posizione e sull’immagine dello spazio di per sé è un grave errore in quanto lo sforzo nelle altre tre voci per recuperare il problema della location sbagliata deve è essere ben più che proporzionale.

Quindi ipotizzando un budget di 15.000 € complessivi, vediamo come si dovrebbero ripartire:

Voce 1 (comunicazione): 3.000 €

Voce 2 (affitto): 7.500 €

Voce 3 (allestimento): 3.000 €

Voce 4 (gestione): 1.500 €

Ovviamente queste voci rientrano nel lato dei costi.

Avremo poi un’altra voce del budget legata ai ricavi ed al margine di vendita, o in alternativa legata ai ricavi equivalenti.

Per i ricavi di vendita ed il margine di vendita il calcolo è semplice.

Dato un obiettivo di vendita giornaliero di una certa quantità di prodotti, sappiamo quanto ci costano (acquisti) questi prodotti e dalla sottrazione determiniamo il margine di vendita giornaliero.

Moltiplichiamo questo importo per il numero dei giorni ed avremo il margine complessivo, voce che servirà per pagare i costi fissi di tutte le voci di costo.

E se non dobbiamo vendere nulla ? Come calcoliamo i ricavi ed il margine di vendita ?

Introduciamo il tema dei ricavi equivalenti ?

La voce ricavi equivalenti serve per dare un valore, espresso in ricavi, all’iniziativa temporary in termini di visibilità, marketing, riconoscimento della marca ecc.

Possiamo quindi partire dal fare un calcolo dei contatti, della visibilità e non solo, del temporary e confrontarla con i costi necessari con altri mezzi per ottenere lo stesso risultato.

Questo è il ricavo equivalente che coincide con il margine di vendita equivalente e che come tale deve andare a coprire le voci di costo riportare sopra.

Metodo n.2: qual’è la cifra che ho a disposizione per l’affitto dei locali ?

Un altro metodo, altrettanto valido, è quello di partire dalla cifra a disposizione per l’affitto dei locali.

Visto che la ricerca dei locali è da attivare prima possibile e comunque rappresenta la principale voce di spesa (ed anche il principale fattore critico di successo) è corretto partire da qui.

In questo caso, tornando all’esempio n.1 ed alle relative voci, si potrebbe partire facendo la ricerca di un temporary store per un totale affitto di 7.500 €.

Una volta definito questo potete fare qui una ricerca temporary store.  

Aprire un temporary store: abbiamo il budget e ora ?

Ora la prima cosa da fare è mettersi alla ricerca dello spazio.

Lo spazio andrebbe cercato con il maggior anticipo possibile, meglio se 6 mesi prima o anche oltre.

Questo non vuol dire che non è possibile cercarlo con solo 1 mese d’anticipo ma questo comporta una serie di problemi.

Aprire un temporary store: muoversi con 6 mesi, i vantaggi.

  1. Si ha una disponibilità di spazi più che tripla, risultato non doversi accontentare e non dover scendere a compromessi con uno spazio non in linea con i proprio obiettivi;
  2. Si ha il tempo per sviluppare il concept del temporary store;
  3. Si ha il tempo per trovare eventuali finanziamenti a copertura dell’iniziativa;
  4. Si ha il tempo per progettare l’allestimento, trovare l’allestitore giusto e scegliere i giusti materiali;
  5. Si ha il tempo per studiare le attività onsite e post evento;

In pratica si ha il tempo per fare le cose bene ed ottenere cosi il massimo risultato dall’investimento temporary store.

Sei alla ricerca di un temporary store, cerca qui oppure contattaci ai riferimenti sotto. 
Tel: 051.0403774
 
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About Luigi Sghinolfi

Imprenditore 2.0, esperto di marketing e new media, con alle spalle una brillante carriera nel settore marketing di un importante azienda italiana. Matura esperienze imprenditoriali nel settore della pubblicità, della consulenza aziendale, della gestione del personale per arrivare, infine, al settore immobiliare. Crede fermamente nei vantaggi derivanti da una forma di comunicazione non convenzionale che utilizzi gli spazi fisici e la creazione di un contatto con il cliente. Esperto di trattative in ambito immobiliare è stato il protagonista delle più grandi operazioni temporary store degl'ultimi anni nel mercato milanese.

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